| Critica | Il pittore attinge al passato ottocento impressionista non perché si identifichi in questo movimento ma perché il suo rapporto con la realtà circostante assume toni sfumati, indefiniti e indefinibili. La natura è anche in lui ispiratrice e la varietà dei soggetti scelti evidenzia l'inquieta ricerca di identificazione in essa: l'animo del pittore è evidentemente sofferente, perennemente insoddisfatto. Egli continua a cercare qualcosa che non viene alla luce, non prende una precisa forma: le tele di Fabio sono un parto travagliato con la nascita di un essere vago che non ha nome.
La tecnica adoperata dal pittore rende bene i contorni vaghi di un rapporto critico e conflittuale con l'esistente; i cieli in cui la spatola ha fatto vorticare con maestria il colore sono ancora la rivelazione di una tumultuosa ricerca. Tuttavia esso viaggia in quei cieli con le ali della speranza: l'azzurro, il giallo, colori di cui l'artista è innamorato, danno positività a ciò che egli intimamente è alla sua opera pittorica.
Il suo rapporto con la vita umana, col suo mondo interiore assume l'aspetto affascinante dell'impressione; delicatamente ma vivacemente chiede di vivere, mantiene il senso del mistero e si impone imprimendosi su quel qualcosa di piccolissimo ma eterno che è una povera tela dipinta con passione.
Evelina D'Ancona
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Fabio Cappello, giovane artista salentino, produce opere e lavori di diversa tecnica, testimoni di un continuo lavoro, di una storia di tenace ricerca che, non lo fa mai, del tutto soddisfatto, ma che appaga con continuo studio. Il discorso prende le mosse dai sentimenti dell'anima, dove Fabio scava per estrapolare momenti particolari che siano significativi ed emblematici per la propria dimensione. I suoi dipinti, sia che ineriscano il paesaggio e la natura, sia che coinvolgano figura, sono il corrispettivo di un'immagine pittorica che richiama in sé i molti aspetti della vita e dell'esistenza dell'uomo. Non a caso i suoi toni-luce, fissati attraverso la pennellata o la spatola, nelle varie composizioni dei dipinti, lasciano traspirare un'idea del mondo aperto, orientato e disponibile verso la dimensione di una vita migliore. Con questa mostra il Maestro esterna oltre che le qualità tecniche, acquisite dalle esperienze da autodidatta, anche I sentimenti piu' nobili insiti in un'esistenza che sia pure sofferta, rappresenta la compostezza velata di una dignità altissima che la storia e la tradizione meridionale puntualmente ci ricordano nel passato.
Ilio Parmariggi (giornalista)-----------------------------------------Fabio Cappello artista salentino ha iniziato artisticamente dalla pittura classica sino ad esprimersi tecnicamente con la spatola, ora i suoi paesaggi con i campi fioriti, le sue vedute cittadine non sono altro che impressioni/emozioni del passato appena trascorso. La sua è una pittura impressionista fatta di emozioni temporanee percepite dai suoi occhi e trasferite sulla tela. Oggi questo artista ha dato al suo lavoro artistico una nuova impronta, egli si ispira concettualmente non piu' in quello che vede ma soprattutto in quello che sente e percepisce attraverso le immagini; esprime il suo mondo interiore e sceglie per farlo la forma astratta. Fabio Cappello dipinge il suo sentire intimo come fecero gli artisti del Novecento che ricercavano la loro identita' nell'arte e la pittura divento' sempre piu' una rappresentazione del puro spirito per mezzo dei colori. Il puro spirito non ha forma e come si denota le opere di questo artista hanno assunto delle forme che non corrispondono a nessun oggetto reale, ma un intrecciarsi di linee tra loro e squillare come note musicali, attuando una vera e propria musica servendosi del colore. A prima vista puo' sembrare una pittura semplice e facile di quella tradizionale, ma non va dimenticato che Fabio Cappello è un tecnico esperto e alla base di questa nuova ricerca sente il bisogno di ricercare sensazioni semplici schiette e libere da modelli tradizionali. E come fecero gli artisti del secolo appena trascorso cominciarono ad apprezzare e studiare le opere d'arte dei popoli primitivi e moderni influenzando senza alcun dubbio l'arte contemporanea. Si racconta che un giorno, piu' di una settantina d'anni fa, due noti artisti scultori discutessero su di un piccolo bronzo preistorico rappresentante un rozzo guerriero. E' quasi bello come una statua greca diceva l'uno. No, rispondeva l'altro, è bello proprio come una statua grecaâ, e cosi' andarono avanti finchè sopraggiunse Pablo Picasso. Egli osservo' un poco la statuetta e poi concluse: Avete torto tutti e due: E' piu' bella di una statua greca. Questo episodio e' la spiegazione del nuovo orientamento di Fabio Cappello del nuovo gusto e la ricerca di nuovi modelli di bellezza. Raffaele De Salvatore------------------------------------Qualche anno fa ad una mostra nel centro della città di Lecce, vidi tra le tante opere esposte alcune che attirarono la mia attenzione in modo particolare. La loro consistenza, seppur informale, lasciava spazio ad una serie di letture trasversali, che davano un respiro particolarmente denso di significati. Vidi dapprima un'esplosione di colore, che lasciò spazio in breve tempo ad un ricco lavoro di luci ed ombre che facevano intravedere un paesaggio, poi un profilo, spostandomi dal riflesso della luce scoprii altri colori, ed altri ancora. Mi riempii di entusiasmo questo tipo di lavorazione, e cercai quindi di approfondire. Presentandomi all artista, mi trovai di fronte un uomo composto e decisamente non eccessivo, la sua figura contrastava apertamente con le sue opere e con quel lavoro da maestro d'arte. Dopo qualche tempo capii che dietro alle opere di Fabio Cappello c'è tutta la sua anima, c'è la richiesta di un animo sensibile di poter essere aiutato a venire allo scoperto, c'è un grido, che trova l acuto piu' alto solo quando ha innanzi la tela finita.
Il filo che unisce i pensieri alle opere di Cappello è un intreccio a doppio nodo con la sua grande passione per il colore, ma è anche e soprattutto una grande domanda di significato che l'artista porta dentro di se. Cappello crea la casualità in modo ordinato, riesce a gestire il disordine dei colori, dona effetti visivi con il rapido movimento degli strumenti regalandoci delle opere emozionanti perché piene di dramma e passione. Lo stesso dramma e la stessa passione che muove l'animo dell'artista nel creare le sue opere, con la stessa carica emotiva e gli stessi interrogativi di un uomo sempre pronto a stringere la realtà e chiedere l'infinito. Luca Renna |