| Critica | La visione della pittura di Papaleu, arricchita da movimento quadridimensionale ci trasporta in un mondo parallelo ai sogni impossibili da realizzare se non attraverso una onirica concezione del creato.
La fantasia espressa attraverso un sistematico lavoro, dettato da una poesia insita nell'animo del pittore ci trasporta in un mondo irreale, ma facilmente comprensibile per coloro che attraverso il movimento dei colori, la loro coniugazione, riescono a percepirne l'incanto.
Ogni quadro è una creatura astrale che si libera in un firmamento sconosciuto, ma nello stesso tempo immaginabile come reale funzione del pensiero.
In questa sua ricerca pittorica, ove nulla è lasciato al caso, ma che attraverso le spatolate o le pennellate creano e ricreano il movimento in un universo che nasce spontaneamente in equilibrio con la natura e con la visione della luce della mente, c'è una poesia spontanea che lascia nello sguardo e nel cuore un incanto nuovo e una nuova visione dell'universo che è parte integrante del nostro Io.
I colori sulle tele di Papaleu sono l'incanto che ci trasportano oltre i confini delle conoscenze umane per rassicurarci che c'è ancora un mondo possibile dove rifugiarsi ed egli ce ne offre la possibilità. Dunque non è solo pittura, ma soprattutto una fuga verso la contemplazione.
Raffaele Serafino Caligiuri-------------------------------------------
Vorrei presentare PAPALEU come il pittore dello spazio e della luce: libero d'ogni schema e confine, lo spazio nelle sue tele è come tridimensionato dalla luce, "primo elemento ad essere creato nella struttura dell'Universo e primo a creare".
L'opera di PAPALEU s'impone soprattutto per il magistrale uso del colore: colore-luce che crea ora una atmosfera dolcissima, come velata: sogno di monti lontani, vietati all'uomo; ma subito dopo aggressiva, incombente, sensuale.
Presentare PAPALEU significa presentare un'arte libera e spontanea come la vita stessa, un'arte che si serve come strumento d'una tecnica personalissima in cui convergono compostezza di linee e trasparenza di colori che gli permette di fissare sulla tela il miracolo dell'area rarefatta sulle cime, l'innocenza d'una betulla; il turgore della rugiada, quei suoi paesaggi magici (eppure vicini alla natura) che sono come sospesi tra cieli e terra, tra sogno e realtà e la cui maggiore suggestione sta in quel vago senso di nostalgia "che va dicendo all'anima: sospira!"
Perchè PAPALEU ama il paesaggio e non per andare controcorrente, che anzi, si evidenzia sempre più nel campo dell'arte contemporanea la tendenza a tornare al figurativo, dopo l'orgia dell'informale dello astrattismo dopo la pop-art con la sua freddezza inconcepibile per un europeo, dopo il linguaggio criprico di tutte quelle tendenze-interferenze al servizio di entità e problemi che con l'arte non hanno nulla da spartire.
PAPALEU si piega su se stesso, nella propria realtà esistenziale, assumendo una posizione decisa d'aristocratica solitudine, in antitesi anticonsumistica e antitecnologica, giacchè l'artista come alla fine è stato e sempre sarà, cerca nell'arte la propria liberazione.
H. Kosnic-------------------------------------------
Nell'opera di Papaleu c'è l'influsso dei colori e della loro potenza; l'artista che per vocazione si è votato alla soli¬tudine, rivela nei suoi quadri il segreto della disperazione e del mistero del mondo fin dalle origini.
C'è in ogni quadro la rottura col presente per ricollegar¬si in un caos-armonico che è il principio e la fine della luce.
Si intravvede, nelle trasparenze dei colori, una pittura emozionale che si disperde in un plasma luminoso e croma¬tico, in un susseguirsi di vibrazioni colorate che percepiscono la sintesi della creazione e nello stesso tempo della fine.
Papaleu dispone di una tecnica che si abbandona infan¬tilmente in un gioco di luci dove il colore diventa materia di creatività per mondi pluridimensionali. E' artista moderno, ma antico per la visione disintegrante che ha del mondo; infat¬ti possiede in sé l'antica ribellione dell'uomo che presenzia con la vita al dualismo luce-buio, ma che vuole liberarsene creando un caos-cromatico di colori per testimoniare al mon¬do che della vita tenebrosa e soffocante dei chiaroscuri si può benissimo accedere all'incanto della creatività di una luce pe¬renne e non contaminata. Ogni opera di Papaleu è sofferta, è un pentagramma di note musicali ridotte ;i colore-luce che vibrano in una ascesa di ritmi colorici.
SERAFINO CALlGIURl-------------------------------------------
Al di fuori di ogni corrente e lontano dalle tendenze generali attuali, Papaleu crea attraverso colori e forme un mondo dovuto a quello interiore, un mondo, dovuto all'idea, se vogliamo così dire, 'irreale", lontano da immagini esteriori e superficiali.
Ricerche continue, nell'ambito del binomio luce¬ombra creano, nelle sue tele, un 'atmosfera, ora dolce e velata, ora drammatica e aggressiva.
Il colore usato con magistrale abilità, é visto da Papaleu come valore spirituale, con forza creatrice che germoglia in se forma e movimento. In questo indirizzo il Pittore cerca continuamente tecniche nuove, abbinamenti di colori, vasti cromatismi che portano ad impensate meraviglie d'espressività nel suo quasi mistico regno del colore.
Con maestria e mano ora delicata, ora robusta, l'Arte Papaleiana si fonda su di una tecnica personalissima; tecnica che leviga il colore a guisa di cristallo iridescente, nella quale convergono nitidezza di linea e trasparenza di colori, che lascia- a chi osserva, un vago senso di nostalgia.
Papaleu sente la pittura come mezzo per dare voce alla propria concezione dell'essere, assumendo una posizione decisa e di esotica solitudine, in antitesi anticonsumistica, cercando nell' Arte la propria liberazione.
Franco Spatafora-------------------------------------------
La trasmutazione degli aspetti incantevoli della natura sulle tele di LUCIUS ELIOS PAPALEU scaturisce da un contatto diretto che l'Autore ama rendere permanente attraverso l'osservazione e la riflessione in infaticabili passeggiate.
Ne scaturisce una visione delle cose che impressiona l'esteta, perché l'arte del Nostro è fondata sul concetto di bellezza e tocca in profondità generando fremiti in chi è versatile a migliori sentimenti, primordiali emozioni, in¬nocenti amori.
Arte, la Sua, come messaggio trasmesso a vividi colori inebrianti che spaziano oltre orizzonte in dimensione co¬smica. Nel contesto illustrato ricorre un paesaggio limpi¬do, ancestrale coniugante l'ipotesi di un mondo ancora incontaminato con quella della catarsi susseguente ad una guerra interplanetaria.
A volte, quindi, il descrittivo sprofonda nell'immagina¬rio e la percezione del presente viene superata dall'aspi¬razione agli antichi valori universali riemergenti: l'uma¬nità, il bene, la pace.
Dalla produzione .figurativa di Papaleu prorompe una spinta di evasione dal reale che porta lontano, verso pla¬ghe remote, lidi. sconosciuti, paesaggi lunari dove il Suo genio inventivo, come sulla tastiera del pianoforte, si libra scevro da condizionamenti di sorte spontaneo, genuino, estroverso.
DOMENICO MILITO-------------------------------------------
Un giovanissimo pittore, Lucio Papaleu, propone una serie di dipinti eseguiti con lo slancio del neofita, e con la passione di chi mira con tutte le forze ad un traguardo che s'intravede attraente e suggestivo. Papaleu conosce tuttavia Il prezzo del successo, e non si fa illusioni: ma nella sua tavolozza sono individuabili elementi positivi che ne raccomandano l'osservazione. Va subito detto che nella sua sensibilità, eccitata pittoricamente, egli non scorge che grandi gamme di colore, senza riferimenti a particolari contenuti. SI potrebbe anche rilevare come nel suoi quadri manchi ogni forma di concettualismo: tut¬to pare lasciato a una fantasia Incontrollata e alla Irra¬zionalità di certi sogni perturbanti; talora addirittura a un senso di vertigine, o al capogiro provocato dal gorgo ruotante delle raffigurazioni visive del fiIms di psico¬analisi. Eppure all'apparente assenza di ordine, è riscon¬trabile con chiarezza un'armonia cromatica e una istin¬tiva unità stilistica (oltre ad una delicatezza di tocco), tutt'altro che comuni In chi abbia Iniziato da non mollo la pratica dell'arte figurativa.
E del resto - come ci insegna Max Unold - è vano cer¬care un contrappunto, una serie di norme o una grafia per I colori, quale esiste nelle note musicali. Papaleu trae dall'arcobaleno, dallo spettro solare, dalla luce ra¬diosa e dall'ombra delle cose I suoi motivi, e forse dalla fiamma viva di un camino le Impressioni per quel suoi lampeggianti vortici tridimensionali nel quali i colori ruo¬tano come rimescolati da un mestolo Invisibile.
Poi lo slancio si attenua: e allora, sopra uno sfondo scuro, si posano petali di fiori e farfalle, che non sono e non vogliono essere tali: ma riescono quieti e gradevoli, quasi un Invito al ricamo. Le tonalità si compongono pia¬cevolmente, vibrano i colori elementari dei poinstillistes e i colori primitivi del prisma; all'Iride si sovrappongono altre combinazioni e diverse Intensità di Impasto qua e là scarnificate con la spatola e rimpolpate col pennelli, sempre con straordinario gusto compositivo. Insomma, Papaleu Ignora la teoria del colori di Goethe, ma ne realizza, per proprio Istinto, una propria, che si fa ap¬prezzare pienamente, perché è frutto di ricca sensibilità. SI Intravvedono In lui doti piene di promesse. E non sembra soltanto un auspicio.
Carlo Galasso
.... AI di fuori d'ogni corrente qui Il pennello ubbidisce felicemente a una tecnica personalissima che leviga Il colore a guisa di smalto e di cristallo iridescente, con un tocco delicatissimo e Insieme robusto, pregi questi - delicatezza e forza - rari a trovarsi insieme. Sono co¬lori smaglianti, spesso In accostamenti difficili giallo¬verde verde-azzurro, rosso-giallo e in essi la forma si dissolve, diventa luce, elemento.
Chi guarda queste tavole, vi scorge immediatamente una gioia di vivere che è quasi esplosione e tripudio, ma talvolta un moto centrifugo dalla forma all'informe, dall'essere al non essere, affatica e tende a disperdere drammaticamente le cose ...
A. Dorna-------------------------------------------
Anche questa volta Papaleu resta fedele al suo paesaggio immaginario, ai suoi colori accesi e intensi; ma il contesto pittorico è più misurato, il quadro è più leggibile, pur restando avvolto in un'atmosfera surreale. E' assente, come sempre nelle sue tele, l'elemento umano. Gli esseri viventi sono appena sottintesi. Di tanto in tanto, sulla distesa delle ac¬que, emerge un candido gabbiano; ma è come se fosse privo di energia motoria; il volatile plana sen¬za sforzo, quasi inanimato complemento di una na¬tura in cui solo il vento agita le piante e il torrente si precipita a valle per la invincibile forza di gra¬vità. Appunto la cascata che corrode la montagna è uno dei quadri più suggestivi di questa "perso¬nale», in cui predominano gli scorci paesistici che ispirano un senso di solitudine, anche se sono folti di elementi compositivi non immoti e di colori vi¬vaci e aggressivi.
Si è arricchita la gamma cromatica: gialli, verdi, arancione, rossi, violacei, con tocchi di bianco a mo' di spuma, si alternano con meditata frequenza: e forse è questo il maggior progresso compiuto da Papaleu nell'attuale fase pittorica, con un deciso superamento dei primi lavori, contraddistinti tal¬volta da eccessiva insistenza sopra un'unica tona¬lità. Senza entrare nel dettaglio dei singoli quadri, (fra i quali prevalgono, come numero, quelli di piccolo formato), si può dire che questa volta Pa¬paleu apparirà più convincente ai visitatori perché ha saputo accostarsi maggiormente alla loro sen¬sibilità: lo sentiamo più vicino e più maturo: e questo è forse il traguardo più rilevante a cui deve aspirare un artista. Ora ci pare che Papaleu abbia compiuto un passo sostanziale verso quell'ambitissima mèta.
Carlo Galasso-------------------------------------------
Lucius Elios Papaleu, afferma le sue idee artistiche, oltre che con la pittura, anche con il suo modo di vivere, cercando di affermare che l'arte è unicamente espressio¬ne dell'istinto umano e che il gesto non è altro che un mezzo che permette di rappresentare la realtà per tra¬sformarla e renderla oggetto del sentire.
Le opere create dal Papaleu, escludono decisamente ogni rapporto con il mondo classico e tradizionale, de¬terminando, quindi, una nuova fase dell'arte per la vita; e definisce perciò tale momento pittorico di grande valo¬re per la presente realtà storica, che è alla ricerca di una rivoluzione nell'arte stessa che, superati i canoni cTassici e retorici, vuole dimostrare come al di là di una inter¬pretazione univoca della realtà esistono tante dimensio¬ni raggiungibili unicamente dall'animo dell'artista.
L'arte papaleiana, dunque, ci propone un nuovo di¬scorso; la sua è un 'arte che tende ad un mondo surreale, che vaga nell'universo per interpretarlo e per dare, nella sua visione particolare, a questa dimensione valore di realtà che vuole essere una consapevole ricerca di una nuova estrinsecazione dell'animo umano, inteso al rap¬porto fra fantasia e realtà.
Salvatore Guarascio-------------------------------------------
quelli che Papaleu espone alla Galleria di Piazza Domenicani a Bolzano non sono certamente semplici paesaggi, di quelli cioè sotto gli occhi di tutti: sono spaziali, lunari. La luce monocroma, esente da vibra¬zioni alternative, così totalmente azzurra o totalmen¬te rossa che invade ogni più piccolo anfratto sarà un accordo facile ma non certamente domestico. Anche se qua e là qualcuno può intravvedere richiami vedu¬ti, quello che ce ne viene mostrato non rientra certo nel consueto, ma recupera una sconosciuta e miste¬riosa autonomia.
Una pittura veloce, quasi di getto ma allo stesso tempo nitida e levigata: scogli magici ed inquietanti si stagliano puri in una dimensione senza tempo - cioè senza età né storia - privi di grumi o incrostazioni terrene, avvolti in una atmosfera immota, sospesa, immersa in disumani silenzi. L'incanto è questo. In¬fatti ogni qual volta compare l'elemento umano, for¬s'anche a causa di carenze grafico - strutturali, la comunicazione scende di tono.
Ugo Sasso |