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Papaleo Lucio Elio

Cognome Papaleo
Nome Lucio Elio
Indirizzo via Eduardo De Filippo, 2
Città Crotone
Provincia CR
Telefono 3480017123
Cellulare 3283183664
E-mail papaleoarte@papaleoarte.it
Sito web http://www.papaleoarte.it
Biografica, recensioniLucio Elio Giuseppe Papaleo, è nato a Cotronei in provincia di Crotone il 29 maggio del 1946. Dedito fin dall'adolescenza all'arte pittorica, a soli 16 anni spinto dal desiderio di libertà e indipendenza sentimenti racchiusi a pieno nell'universo delle sue opere, decide di lasciare la tranquilla vita familiare e di recarsi a Bergamo. Lì frequenta la scuola di avviamento professionale e inizia a realizzare i suoi quadri esposti in svariate mostre in giro per l'Europa. Dopo questa lunga esperienza lontano dalla sua Calabria vi ritorna, vivendo e realizzando ancora oggi le sue opere a Crotone.
CriticaLa visione della pittura di Papaleu, arricchita da movimento quadridimensionale ci trasporta in un mondo parallelo ai sogni impossibili da realizzare se non attraverso una onirica concezione del creato. La fantasia espressa attraverso un sistematico lavoro, dettato da una poesia insita nell'animo del pittore ci trasporta in un mondo irreale, ma facilmente comprensibile per coloro che attraverso il movimento dei colori, la loro coniugazione, riescono a percepirne l'incanto. Ogni quadro è una creatura astrale che si libera in un firmamento sconosciuto, ma nello stesso tempo immaginabile come reale funzione del pensiero. In questa sua ricerca pittorica, ove nulla è lasciato al caso, ma che attraverso le spatolate o le pennellate creano e ricreano il movimento in un universo che nasce spontaneamente in equilibrio con la natura e con la visione della luce della mente, c'è una poesia spontanea che lascia nello sguardo e nel cuore un incanto nuovo e una nuova visione dell'universo che è parte integrante del nostro Io. I colori sulle tele di Papaleu sono l'incanto che ci trasportano oltre i confini delle conoscenze umane per rassicurarci che c'è ancora un mondo possibile dove rifugiarsi ed egli ce ne offre la possibilità. Dunque non è solo pittura, ma soprattutto una fuga verso la contemplazione. Raffaele Serafino Caligiuri------------------------------------------- Vorrei presentare PAPALEU come il pittore dello spazio e della luce: libero d'ogni schema e confine, lo spazio nelle sue tele è come tridimensionato dalla luce, "primo elemento ad essere creato nella struttura dell'Universo e primo a creare". L'opera di PAPALEU s'impone soprattutto per il magistrale uso del colore: colore-luce che crea ora una atmosfera dolcissima, come velata: sogno di monti lontani, vietati all'uomo; ma subito dopo aggressiva, incombente, sensuale. Presentare PAPALEU significa presentare un'arte libera e spontanea come la vita stessa, un'arte che si serve come strumento d'una tecnica personalissima in cui convergono compostezza di linee e trasparenza di colori che gli permette di fissare sulla tela il miracolo dell'area rarefatta sulle cime, l'innocenza d'una betulla; il turgore della rugiada, quei suoi paesaggi magici (eppure vicini alla natura) che sono come sospesi tra cieli e terra, tra sogno e realtà e la cui maggiore suggestione sta in quel vago senso di nostalgia "che va dicendo all'anima: sospira!" Perchè PAPALEU ama il paesaggio e non per andare controcorrente, che anzi, si evidenzia sempre più nel campo dell'arte contemporanea la tendenza a tornare al figurativo, dopo l'orgia dell'informale dello astrattismo dopo la pop-art con la sua freddezza inconcepibile per un europeo, dopo il linguaggio criprico di tutte quelle tendenze-interferenze al servizio di entità e problemi che con l'arte non hanno nulla da spartire. PAPALEU si piega su se stesso, nella propria realtà esistenziale, assumendo una posizione decisa d'aristocratica solitudine, in antitesi anticonsumistica e antitecnologica, giacchè l'artista come alla fine è stato e sempre sarà, cerca nell'arte la propria liberazione. H. Kosnic------------------------------------------- Nell'opera di Papaleu c'è l'influsso dei colori e della loro potenza; l'artista che per vocazione si è votato alla soli¬tudine, rivela nei suoi quadri il segreto della disperazione e del mistero del mondo fin dalle origini. C'è in ogni quadro la rottura col presente per ricollegar¬si in un caos-armonico che è il principio e la fine della luce. Si intravvede, nelle trasparenze dei colori, una pittura emozionale che si disperde in un plasma luminoso e croma¬tico, in un susseguirsi di vibrazioni colorate che percepiscono la sintesi della creazione e nello stesso tempo della fine. Papaleu dispone di una tecnica che si abbandona infan¬tilmente in un gioco di luci dove il colore diventa materia di creatività per mondi pluridimensionali. E' artista moderno, ma antico per la visione disintegrante che ha del mondo; infat¬ti possiede in sé l'antica ribellione dell'uomo che presenzia con la vita al dualismo luce-buio, ma che vuole liberarsene creando un caos-cromatico di colori per testimoniare al mon¬do che della vita tenebrosa e soffocante dei chiaroscuri si può benissimo accedere all'incanto della creatività di una luce pe¬renne e non contaminata. Ogni opera di Papaleu è sofferta, è un pentagramma di note musicali ridotte ;i colore-luce che vibrano in una ascesa di ritmi colorici. SERAFINO CALlGIURl------------------------------------------- Al di fuori di ogni corrente e lontano dalle tendenze generali attuali, Papaleu crea attraverso colori e forme un mondo dovuto a quello interiore, un mondo, dovuto all'idea, se vogliamo così dire, 'irreale", lontano da immagini esteriori e superficiali. Ricerche continue, nell'ambito del binomio luce¬ombra creano, nelle sue tele, un 'atmosfera, ora dolce e velata, ora drammatica e aggressiva. Il colore usato con magistrale abilità, é visto da Papaleu come valore spirituale, con forza creatrice che germoglia in se forma e movimento. In questo indirizzo il Pittore cerca continuamente tecniche nuove, abbinamenti di colori, vasti cromatismi che portano ad impensate meraviglie d'espressività nel suo quasi mistico regno del colore. Con maestria e mano ora delicata, ora robusta, l'Arte Papaleiana si fonda su di una tecnica personalissima; tecnica che leviga il colore a guisa di cristallo iridescente, nella quale convergono nitidezza di linea e trasparenza di colori, che lascia- a chi osserva, un vago senso di nostalgia. Papaleu sente la pittura come mezzo per dare voce alla propria concezione dell'essere, assumendo una posizione decisa e di esotica solitudine, in antitesi anticonsumistica, cercando nell' Arte la propria liberazione. Franco Spatafora------------------------------------------- La trasmutazione degli aspetti incantevoli della natura sulle tele di LUCIUS ELIOS PAPALEU scaturisce da un contatto diretto che l'Autore ama rendere permanente attraverso l'osservazione e la riflessione in infaticabili passeggiate. Ne scaturisce una visione delle cose che impressiona l'esteta, perché l'arte del Nostro è fondata sul concetto di bellezza e tocca in profondità generando fremiti in chi è versatile a migliori sentimenti, primordiali emozioni, in¬nocenti amori. Arte, la Sua, come messaggio trasmesso a vividi colori inebrianti che spaziano oltre orizzonte in dimensione co¬smica. Nel contesto illustrato ricorre un paesaggio limpi¬do, ancestrale coniugante l'ipotesi di un mondo ancora incontaminato con quella della catarsi susseguente ad una guerra interplanetaria. A volte, quindi, il descrittivo sprofonda nell'immagina¬rio e la percezione del presente viene superata dall'aspi¬razione agli antichi valori universali riemergenti: l'uma¬nità, il bene, la pace. Dalla produzione .figurativa di Papaleu prorompe una spinta di evasione dal reale che porta lontano, verso pla¬ghe remote, lidi. sconosciuti, paesaggi lunari dove il Suo genio inventivo, come sulla tastiera del pianoforte, si libra scevro da condizionamenti di sorte spontaneo, genuino, estroverso. DOMENICO MILITO------------------------------------------- Un giovanissimo pittore, Lucio Papaleu, propone una serie di dipinti eseguiti con lo slancio del neofita, e con la passione di chi mira con tutte le forze ad un traguardo che s'intravede attraente e suggestivo. Papaleu conosce tuttavia Il prezzo del successo, e non si fa illusioni: ma nella sua tavolozza sono individuabili elementi positivi che ne raccomandano l'osservazione. Va subito detto che nella sua sensibilità, eccitata pittoricamente, egli non scorge che grandi gamme di colore, senza riferimenti a particolari contenuti. SI potrebbe anche rilevare come nel suoi quadri manchi ogni forma di concettualismo: tut¬to pare lasciato a una fantasia Incontrollata e alla Irra¬zionalità di certi sogni perturbanti; talora addirittura a un senso di vertigine, o al capogiro provocato dal gorgo ruotante delle raffigurazioni visive del fiIms di psico¬analisi. Eppure all'apparente assenza di ordine, è riscon¬trabile con chiarezza un'armonia cromatica e una istin¬tiva unità stilistica (oltre ad una delicatezza di tocco), tutt'altro che comuni In chi abbia Iniziato da non mollo la pratica dell'arte figurativa. E del resto - come ci insegna Max Unold - è vano cer¬care un contrappunto, una serie di norme o una grafia per I colori, quale esiste nelle note musicali. Papaleu trae dall'arcobaleno, dallo spettro solare, dalla luce ra¬diosa e dall'ombra delle cose I suoi motivi, e forse dalla fiamma viva di un camino le Impressioni per quel suoi lampeggianti vortici tridimensionali nel quali i colori ruo¬tano come rimescolati da un mestolo Invisibile. Poi lo slancio si attenua: e allora, sopra uno sfondo scuro, si posano petali di fiori e farfalle, che non sono e non vogliono essere tali: ma riescono quieti e gradevoli, quasi un Invito al ricamo. Le tonalità si compongono pia¬cevolmente, vibrano i colori elementari dei poinstillistes e i colori primitivi del prisma; all'Iride si sovrappongono altre combinazioni e diverse Intensità di Impasto qua e là scarnificate con la spatola e rimpolpate col pennelli, sempre con straordinario gusto compositivo. Insomma, Papaleu Ignora la teoria del colori di Goethe, ma ne realizza, per proprio Istinto, una propria, che si fa ap¬prezzare pienamente, perché è frutto di ricca sensibilità. SI Intravvedono In lui doti piene di promesse. E non sembra soltanto un auspicio. Carlo Galasso .... AI di fuori d'ogni corrente qui Il pennello ubbidisce felicemente a una tecnica personalissima che leviga Il colore a guisa di smalto e di cristallo iridescente, con un tocco delicatissimo e Insieme robusto, pregi questi - delicatezza e forza - rari a trovarsi insieme. Sono co¬lori smaglianti, spesso In accostamenti difficili giallo¬verde verde-azzurro, rosso-giallo e in essi la forma si dissolve, diventa luce, elemento. Chi guarda queste tavole, vi scorge immediatamente una gioia di vivere che è quasi esplosione e tripudio, ma talvolta un moto centrifugo dalla forma all'informe, dall'essere al non essere, affatica e tende a disperdere drammaticamente le cose ... A. Dorna------------------------------------------- Anche questa volta Papaleu resta fedele al suo paesaggio immaginario, ai suoi colori accesi e intensi; ma il contesto pittorico è più misurato, il quadro è più leggibile, pur restando avvolto in un'atmosfera surreale. E' assente, come sempre nelle sue tele, l'elemento umano. Gli esseri viventi sono appena sottintesi. Di tanto in tanto, sulla distesa delle ac¬que, emerge un candido gabbiano; ma è come se fosse privo di energia motoria; il volatile plana sen¬za sforzo, quasi inanimato complemento di una na¬tura in cui solo il vento agita le piante e il torrente si precipita a valle per la invincibile forza di gra¬vità. Appunto la cascata che corrode la montagna è uno dei quadri più suggestivi di questa "perso¬nale», in cui predominano gli scorci paesistici che ispirano un senso di solitudine, anche se sono folti di elementi compositivi non immoti e di colori vi¬vaci e aggressivi. Si è arricchita la gamma cromatica: gialli, verdi, arancione, rossi, violacei, con tocchi di bianco a mo' di spuma, si alternano con meditata frequenza: e forse è questo il maggior progresso compiuto da Papaleu nell'attuale fase pittorica, con un deciso superamento dei primi lavori, contraddistinti tal¬volta da eccessiva insistenza sopra un'unica tona¬lità. Senza entrare nel dettaglio dei singoli quadri, (fra i quali prevalgono, come numero, quelli di piccolo formato), si può dire che questa volta Pa¬paleu apparirà più convincente ai visitatori perché ha saputo accostarsi maggiormente alla loro sen¬sibilità: lo sentiamo più vicino e più maturo: e questo è forse il traguardo più rilevante a cui deve aspirare un artista. Ora ci pare che Papaleu abbia compiuto un passo sostanziale verso quell'ambitissima mèta. Carlo Galasso------------------------------------------- Lucius Elios Papaleu, afferma le sue idee artistiche, oltre che con la pittura, anche con il suo modo di vivere, cercando di affermare che l'arte è unicamente espressio¬ne dell'istinto umano e che il gesto non è altro che un mezzo che permette di rappresentare la realtà per tra¬sformarla e renderla oggetto del sentire. Le opere create dal Papaleu, escludono decisamente ogni rapporto con il mondo classico e tradizionale, de¬terminando, quindi, una nuova fase dell'arte per la vita; e definisce perciò tale momento pittorico di grande valo¬re per la presente realtà storica, che è alla ricerca di una rivoluzione nell'arte stessa che, superati i canoni cTassici e retorici, vuole dimostrare come al di là di una inter¬pretazione univoca della realtà esistono tante dimensio¬ni raggiungibili unicamente dall'animo dell'artista. L'arte papaleiana, dunque, ci propone un nuovo di¬scorso; la sua è un 'arte che tende ad un mondo surreale, che vaga nell'universo per interpretarlo e per dare, nella sua visione particolare, a questa dimensione valore di realtà che vuole essere una consapevole ricerca di una nuova estrinsecazione dell'animo umano, inteso al rap¬porto fra fantasia e realtà. Salvatore Guarascio------------------------------------------- quelli che Papaleu espone alla Galleria di Piazza Domenicani a Bolzano non sono certamente semplici paesaggi, di quelli cioè sotto gli occhi di tutti: sono spaziali, lunari. La luce monocroma, esente da vibra¬zioni alternative, così totalmente azzurra o totalmen¬te rossa che invade ogni più piccolo anfratto sarà un accordo facile ma non certamente domestico. Anche se qua e là qualcuno può intravvedere richiami vedu¬ti, quello che ce ne viene mostrato non rientra certo nel consueto, ma recupera una sconosciuta e miste¬riosa autonomia. Una pittura veloce, quasi di getto ma allo stesso tempo nitida e levigata: scogli magici ed inquietanti si stagliano puri in una dimensione senza tempo - cioè senza età né storia - privi di grumi o incrostazioni terrene, avvolti in una atmosfera immota, sospesa, immersa in disumani silenzi. L'incanto è questo. In¬fatti ogni qual volta compare l'elemento umano, for¬s'anche a causa di carenze grafico - strutturali, la comunicazione scende di tono. Ugo Sasso
Esposizioni, concorsiLE MOSTRE 1969 Mostra Personale a Innsbruk “Haus Der Kunst” 1970 Mostra Personale a Bolzano “Galleria Domenicani” 1971 Mostra Personale a Trento “Galleria Il Castello” 1971 Mostra Personale a Bolzano “Galleria Onas” 1971 Mostra Collettiva a Venezia “Segno Grafico” 1972 Mostra Personale a Vicenza “Galleria L'Incontro” 1972 Mostra Collettiva a Milano “Il Pavone d'Oro” 1973 Mostra Personale a Bolzano “Galleria Domenicani” 1974 Mostra Personale a Salisburgo Circ. Cult. “Kunststube” 1974 Mostra Personale a Salisburgo Circ. Cult. “Kunststube” 1974 Mostra Personale a Vienna Circ. Cult. “An der Ringstrasse” 1974 Mostra Personale a Catanzaro “Palazzo della Provincia” 1975 Mostra Personale a Bolzano “Galleria Domenicani” 1975 Mostra Personale a Loreto “Galleria Loreto” 1976 Mostra Personale a Barcellona “Gall. R. de Catalugna” 1976 Mostra Personale a Monaco “Haus Der Kunst” 1977 Mostra Personale a Augsburg “Galleria die Ecke” 1977 Mostra Personale a Bolzano “Galleria Domenicani” 1978 Mostra Personale a Bolzano “Galleria Bijan” 1978 Mostra Personale a Trento “Galleria Il Castello” 1979 Mostra Personale a Salisburgo Fojer del “Festpelhaus” 1980 Mostra Personale a Brancaleone “Hotel Alitalia” 1980 Mostra Personale a Lisbona Pal. Nazionale di Ajuda” 1981 Mostra Personale a Cotronei “Studio V.Emanuele III” 1982 Mostra Personale a Malaga “El Patio” 1982 Mostra Personale a Crotone “Galleria Zeusi” 1983 Mostra Personale a Costanza “Mar Nero lido Mamaja Hotel Flamingo” 1984 Mostra Personale a Cosenza “Pal.zzo Prefettura Salone provinciale” 1984 Mostra Collettiva a Messina “Galleria Arte Moderna A. Centro” 1985 Mostra Personale a Catanzaro “Palazzo della Provincia” 1985 Mostra Personale a Cotronei “Studio Architetture” 1985 Mostra Personale a Cosenza “Pal.zzo Prefettura Salone provinciale” 1986 Mostra Personale a Taormina “Palazzo di Ferro” 1986 Mostra Personale a Crotone “Galleria d'Arte Il Tripode” 1987 Mostra Personale a Catanzaro “Palazzo della Provincia” 1987 Mostra Personale a Crotone “Galleria d'Arte Il Tripode” 1988 Mostra Personale a lago Ampollino S.H. “Il Brigante” 1988 Mostra Personale a Crotone “Galleria d'Arte l'Arca” 1989 Mostra Personale a Lugano “Galleria d'Arte Amazzonica” 1989 Mostra Personale a Crotone “Galleria d'Arte Il Tripode” 1990 Mostra Personale a lago Ampollino S.H. “Il Brigante” 1990 Mostra Personale a Crotone “Galleria d'Arte Il Tripode” 1991 Mostra Personale a Lugano “Galleria d'Arte La Colomba” 1991 Mostra Personale a Milano Galleria d'Arte “Leonardo” 1992 Mostra Personale a Lugano “Galleria d'Arte L'Incontro” 1992 Mostra Personale a lago Ampollino “Darsena A. Club” 1993 Mostra Personale a Lugano “Galleria d'Arte Amazzonica” 1993 Mostra Personale a lago Ampollino “Darsena A. Club” 1994 Mostra Personale a Crotone “Galleria d'Arte Il Tripode” 1994 Mostra Personale a lago Ampollino “Darsena A. Club” 1994 Mostra Personale a Milano “Circ. Cult. Calabrese” 1995 Mostra Personale a lago Ampollino “Darsena A. Club” 1995 Mostra Personale a Lugano “Galleria d'Arte Amazzonica” 1996 Mostra Personale a lago Ampollino “Darsena A. Club” 1996 Mostra Personale a Varese Hotel Continental 1997 Mostra Personale a lago Ampollino “Darsena A. Club” 1997 Mostra Personale a Milano “Circ. Cult. Calabrese” 1997 Mostra Personale a Varese Hotel Continental 1998 Mostra Personale a lago Ampollino H. dei Congressi 1998 Mostra Personale a Barcellona “Galleria Aceas” 1998 Mostra Personale a Cannes Sal. Internazionale di Pittura e Scultura 1999 Mostra Personale a Vienna “Art Vienna Gallery” 1999 Mostra Personale a Brescia M. Mer. Naz. Arte Contemporanea 2000 Mostra Personale a Catania Gallery Firma d'Autore 2000 Mostra Personale a Milano Galleria d'Arte “Il Salotto” 2001 Mostra Personale a Bari Elisir Art Gallery 2001 Mostra Personale a Montecatini Elisir Art Gallery 2001 Mostra Personale a Messina Elisir Art Gallery 2002 Mostra Personale a Bari Galleria San Giorgio 2002 Mostra Personale a Roma Galleria d'Arte Città Eterna 2003 Mostra Personale a Parigi Gallerie le Carrè d'Or 2003 Mostra Personale a Sanremo Galleria Spaz. Arte La Fenice Premi e Riconoscimenti: Nella partecipazione a numerose collettive sia in Italia che all'estero, ha sempre ottenuto premi e riconoscimenti, tra i quali citiamo: • Città Eterna 1971 (concorso internazionale) - Roma • Natale 1971 - Bogliasco • Maggio Romano 1972 • XII rassegna Premio Joan Mirò - Barcellona 1973 • Premio Arcola 1975 - La Spezia • Rassegna Internazionale Grafica - Ibiza 1976 • Rassegna Acitrezza di Catania - 1976 • 8 Biennale di Bolzano - 1977 Le opere del pittore PAPALEU sono presenti in numerose collezioni in Italia e all'estero
   
Opera 1 Arcobaleno acrilico su tela cm 90x90 non disponibile
   
Opera 2 Scarpette rosse acrilico su tela cm 90x90 anno 2002
   
Opera 3 Sotto La Pioggia acrilico su tela cm 90x60 2001
   
Opera 4 Donna acrilico su tela cm 90x60 2004
   
Opera 5 Donna con brocca acrilico su tela cm 90x60 2003
   
Opera 6 Donna di spalle acrilico su tela cm 60x60 2009
   
Opera 7 Figure acrilico su tela cm 90x90 anno 2001
   
Opera 8 Uccellacci acrilico su tela cm 90x90 anno 2001
   
Opera 9 Al Tramonto acrilico su tela cm 50x60 non disponibile
   
Opera 10 Solitudine acrilico su tela cm 25x25 anno 2005